Cece

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Cece

CICER ARETINUM Italiano: Cece
Francese: pois chiche Inglese: Chick pea, gram
Spagnolo: Garbanzo Tedesco: Kichererbse

STORIA
Il cece è una delle leguminose da granella più antiche e largamente utilizzate nel Medio ed Estremo Oriente. Ritrovamenti archeologici in Turchia di semi ascrivibili a forme selvatiche di cece sono stati fatti risalire ad oltre 5000 anni a.C. Prove di coltivazione risalenti all’età del Bronzo sono state ritrovate in Iraq nei millenni successivi (300 anni a.C).
Il cece è coltivato in tutti i paesi del Mediterraneo.

USI

I semi allo stato fresco sono usati come quelli del pisello o in sua vece,  o possono essere consumati crudi.
I semi secchi possono essere utilizzati in una pluralità di modi: come tali, come cotiledoni decorticati, come farina, dopo averli decorticati, per preparare piatti diversi, germinati per curare le deficienze vitaminiche, poiché il contenuto di Vitamina C è il doppio che nei semi dormienti.
Eccetto che per metionina e triptofano il cece rappresenta un’ ottima fonte di aminoacidi la cui efficacia sembri aumenti con l’aggiunta di sali minerali e vitamine

CARATTERI BOTANICI E BIOLOGIACeci di Sicilia - Martea
Il cece appartiene alla famiglia delle Leguminose (o Papilionaceae).
È una pianta erbacea annuale con portamento  di tipo semi-eretto, qualche volta eretto o prostato. Presenta steli dritti o flessuosi, angolosi, lunghi da 20 a 25 cm.
Le foglie sono impari-pennate con 11-13 foglioline opposte o no con margine seghettato e risultano pubescenti. L’infiorescenza si presenta come un racemo ascellare con 1 raramente 2 fiori con corolla di colore bianco (porpora-viola nelle varietà a seme marrone-nero). Il frutto è un baccello pubescente. La parte edule è costituita dal seme, contenuto singolarmente nel baccello. A seconda della cultivar hanno forme e colore diversi. Il peso di 100 semi oscilla in relazione alla varietà (“pascià” 44-46 g, “visir” 40-44 g, “sultano” 30-32 g). 100 g di semi contengono mediamente 300 semi (220-230 semi “pascià”, 225-245 semi “visir”, 305-325 semi “sultano”).

ESIGENZE ED ADATTAMENTO AMBIENTALE

Il ciclo biologico può durare da 4 a 6 mesi a seconda dell’epoca di semina.
Il cece è una pianta che predilige un clima temperato-caldo; non tollera climi freddi, eccessivamente umidi o siccità prolungate.
L’irrigazione è necessaria in annate particolarmente asciutte per permettere la germinazione del seme ed eventualmente anche dopo l’allegagione.
Il cece vegeta su qualsiasi tipo di terreno preferendo quelli sciolti, di medio impasto, siliceo-argillosi, anche poco fertili, ma sempre ben drenati per impedire ristagni di acqua.

COLTIVAZIONE
E’ una coltura da rinnovo, miglioratrice in quanto leguminosa, quindi capace di fissare l’azoto atmosferico. Risulta una coltura che non sopporta il ritorno ravvicinato (non meno di 3 anni, altrimenti si corre il rischio della diffusione di malattie fungine e di orobanche).
Bisogna preparare, ad agosto-settembre, il terreno con una aratura medio-profonda (25-35 cm). Questa operazione è seguita, ad ottobre-novembre, da una doppia tilleratura e da una rullatura che avranno la funzione di preparare un buon letto di semina in modo da ottenere un livellamento della superficie tale da consentire una regolare profondità di semina ed agevolare il lavoro della barra della mietitrebbia alla raccolta.
La concimazione per il cece si riduce alla concimazione fosfatica (in virtù del fatto che abbiano a che fare con una pianta azoto-fissatrice che viene allevata in terreni normalmente ricchi sia di potassio che di calcio). Questa è effettuata nel momento in cui viene preparato il terreno, in modo da permettere una uniforme distribuzione lungo tutto il profilo che verrà esplorato dalle radici. Si somministrano 2,5 q/ha di perfosfato triplo 46%.
La semina è eseguita utilizzando la seminatrice da grano o la seminatrice pneumatica (con disco da fagiolo borlotto). Si effettua in autunno a righe su file distanti 15 cm (45-50 cm se è necessaria la sarchiatura nel biologico). Si utilizza una quantità di seme pari a 200 kg/ha per le varietà “pascià” e “visir” e 180 kg/ha per la varietà “sultano”.
Le cure colturali successive all’impianto sono tutte quelle consigliate per mantenere la coltivazione nelle migliori condizioni di ambiente; particolare attenzione occorre prestare alla lotta contro le malattie e contro gli insetti, provvedendo tempestivamente ai trattamenti antiparassitari ed insetticidi. I principi diserbanti chimici usati in epoche diverse sono:
–    dopo 10 giorni dalla semina: Pursuit (2,5 l / ha);
–    in post-emergenza: Fusilade + coadiuvante (1 l  + 1 l / ha).
E’ adottata la raccolta meccanica effettuando la trebbiatura allo stato secco (umidità al di sotto del 13%, altrimenti è difficoltosa la conservazione) con una mietitrebbia simili a quelle del frumento duro però opportunamente modifica (riduzione al minimo della velocità dell’aspo, maggiore distanza tra battitore e controbattitore, utilizzo di crivelli con fori adeguatamente grandi adatti per il passaggio del seme). I semi selezionati vengono stoccati in silos in atmosfera modificata .
La produzione di seme, a seconda delle varietà e nei diversi ambienti, oscilla intorno ai 15-20 q/ha di seme secco.

 


VARIETA’ PRESENTI IN AZIENDA

  • Cece “pascià”;
  • Cece “sultano”;
  • Cece “nero”.